Installare programmi..

Per chi si è appena avvicinato a Linux, uno dei principali problemi (per i più esperti è un pregio …) è l’installazione dei programmi: non sempre agevole e immediata. In realtà ciò non è totalmente vero perché strumenti come “dpkg” di Debian o il recente “urpmi” di Mandrake rendono sicuramente le cose più semplici. Anche se i problemi non mancano.
I programmi che ci troviamo ad installare possono presentarsi a grandi linee in tre classi:

  1. in formato pacchettizzato (.rpm o .deb)
  2. con installatore (.bin o altro)
  3. con codice sorgente (.tar.gz, .tgz, .bzip, .zip)

Primo caso – pacchetti rpm
Sono i pacchetti utilizzati dalle maggiori distribuzioni Linux, come Mandrake, Red Hat, Suse, ed altre). Per l’installazione si può utilizzare una finestra di terminale o uno dei tool grafici disponibili per le varie distribuzioni (es. gnorpm, kpackage o, per la Mandrake, rpmdrake).
Da finestra di terminale, la procedura da seguire è abbastanza semplice, basta digitare, da utente root: “rpm -Ivh /doveeilfile/nome.rpm” per installare e “rpm -Uvh /doveèilfile/nome.rpm” per aggiornarlo.
Con strumenti grafici: scegliere la relativa icona dai menù o in una finestra di terminale acquisire i privilegi di root:
su <<invio>>
immettere la password di root
far partire il programma digitando il nome e dando invio.
Problemi: L’operazione non sempre va a buon fine. Può capitare che il pacchetto che vogliamo installare necessiti di altri pacchetti per poter funzionare, si hanno, cioè, problemi di dipendenza. Per risolverli dovremo installare anche gli altri pacchetti, con la necessità di reperirli e con la preoccupazione che questi necessitino a loro volta di altri pacchetti.

Primo caso – pacchetti rpm utenti Mandrake
Chi usa mandrake trova come installatore di pacchetti una versione migliorata di rpm: urpmi (versione grafica rpmdrake). Che non solo ci dice i possibili problemi di dipendenza ma li risolve automaticamente installando gli altri pacchetti necessari, se disponibili.
Per notizie più approfondite su urpmi, guarda questa pagina.

Primo caso – pacchetti deb

Sono i pacchetti che utilizza la Debian, permettono una gestione più avanzata dei pacchetti alla quale si è avvicinata la Mandrake con urpmi (vedi sopra). I comandi sono i seguenti:
dpkg -i ./percorso/nomepacchetto.deb
oppure, utilizzando il programma apt-get:
apt-get install nome_pacchetto
in questo secondo caso non è necessario indicare l’estensione del pacchetto né dove si trova si occuperà apt-get di trovarlo tra le fonti che noi avremo indicato in precedenza al programma.

Secondo caso – installatore
La procedura può variare da un programma ad un altro, il consiglio è quindi quello di leggere attentamente il file README, o comunque, le note di installazione che seguono il programma o che sono contenute sul sito del programma stesso.
In generale si può dire che esistono due tipi di programmi quelli già eseguibili (bin), per questi basta lanciali da consolle con un “./nome_del_programma.bin” se ci dovesse essere un errore del tipo “programma non eseguibile” bisogna rendere eseguibile il programma con “chmod +x ./nome_prog.bin”. Un esempio di questo tipo di programmi è Realplayer.
Altre volte il programma si presenta come un archivio .tar.gz, .tgz, bzip,.zip, o altro tipo.
Dobbiamo per prima cosa scompattare il pacchetto in una directory a nostro piacere, può bastare un tar xvfz ./file_da_scompattare. A questo punto dobbiamo lanciare il file d’installazione (indicato nel file README o INSTALL, solitamente install, setup o simili) che si occuperà di installare il programma. Esempi di programmmi di questo tipo sono: Staroffice, Openoffice, Acrobat Reader.

Terzo caso – codice sorgente
Il terzo caso è quello più complicato perché gli errori sono difficile da risolvere per un neofita. Semplificando al massimo bisogna, come utente root (ma non sempre è necessario):

  • Scompattare il programma in una directory (solitamente /urs/src)
  • Spostarsi in tale directory
  • Leggere i file README e/o INSTALL
  • Dare un “./compile”
  • Poi “make”
  • E ancora “make install”

All’apparenza quest’ ultima procedura non è molto complessa, e in realtà non lo è se non fosse che spesso bisogna modificare a mano le impostazioni contenute in un qualche file, che possono verificarsi errori in una delle fasi sopra elencate di cui non si intuisce facilmente il problema (solitamente mancano librerie). Ma se vi piace smanettare riuscire ad installare un programma in questo modo è sempre una soddisfazione.

Disinstallare i programmi

Anche qui possiamo differenziare l’operazione in base al tipo di programma. Nel primo caso potete effettuare l’operazione con lo stesso programma usato per l’installazione.
Nel secondo caso potete rilanciare l’installer e scegliere disinstalla, se presente, oppure cancellare tutta la cartella con il programma installato, prestate attenzione che non ci siano vostri file personali dentro 😉
L’ultimo caso, l’installazione dai sorgenti, è il più complesso. Se avete ancora la cartella con i file ottenuti dal processo di compilazione basta dare il comando:
make uninstall
Se invece non li avete più, potete riscaricare il pacchetto in versione sorgente (mi raccomando che sia lo stesso numero di versione), lanciare il comando configure con gli stessi parametri usati durante l’installazione e poi dare make uninstall. Come rimedio preventivo potete usare un tool come Checkinstall che monitora le fasi di installazione dei programmi da sorgente e ne permette una rimozione molto più semplice.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: